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Riflessioni dopo il Consiglio regionale

La crisi politica non nasce da sola, e non ci sono questioni personali all’origine della situazione di stallo in cui ci troviamo. La crisi politica è originata da questioni più importanti di quelle personali, viene dalla dimensione e dall’urgenza dei problemi economici e sociali che i valdostani e le famiglie conoscono bene. Sono nodi che vengono al pettine: alla Casa da gioco, tra impossibilità amministrative e buonsenso contabile, i licenziamenti si annunciano mentre si deve preparare un piano di rilancio; la riduzione del gettito IRPEF va contrastata con iniziative di sviluppo economico a favore del livello di servizi erogati; l’agricoltura deve trovare una via di crescita rispetto all’attuale  burocrazia e alle difficoltà aziendali; dobbiamo favorire nuove iniziative d’impresa e rispondere al problema della mancanza di lavoro.

I problemi arrivano inevitabilmente in Consiglio regionale, dove cerchiamo di rimediare con soluzioni nuove, perché quelle vecchie non funzionano più.

La crisi che viviamo è soprattutto una crisi della Valle d’Aosta, e noi – cittadini, forze politiche e associazioni, forze vive – dobbiamo avere maggiore coscienza del fatto che non si tratta di una questione di vecchie maggioranze, ma di un ingorgo di problemi economici e sociali, che coinvolgerà nel corso dell’anno 2017 anche altre partecipate regionali, altri settori economici, altre aree sociali. Non è più possibile usare vecchi strumenti, quando è così tanto mutata la situazione che abbiamo davanti. Non siamo più al 2006, il consenso e la struttura economico-sociale di allora non ci sono più. Il dibattito deve alzarsi di livello, le forze politiche devono ritrovare centralità e capacità di elaborazione, e i loro rappresentanti devono ritrovare il proprio ruolo nella capacità di servire e non di servirsi dei movimenti. Ci servono nuove soluzioni e nuova forza, occorre oggi un’evoluzione del progetto di maggioranza, una visione aggiornata della Valle d’Aosta.

Ci vuole veramente una nuova assunzione di responsabilità, ci vuole onestà intellettuale nel riconoscere l’esistenza di problemi e l’impossibilità di trovare scorciatoie o scappatoie senza un nuovo slancio. Si deve oggi riconoscere che lo stallo – al Casinò, nell’agricoltura, nei bilanci dei comuni, nelle imprese, nel reddito delle famiglie – non deriva dal dibattito politico, ma dalla dimensione dei problemi e dalla loro urgenza. Dobbiamo oggi proporre soluzioni che siano concretamente praticabili, legittime sotto il profilo amministrativo, sostenibili dal punto di vista finanziario, fondate su una programmazione nel tempo.

Come avviene in Italia e in altre regioni e Stati europei, dobbiamo essere capaci di onestà intellettuale e di responsabilità, di riconoscere le urgenze, e di aggiornare il nostro progetto per la Valle d’Aosta, nella nostra concreta e efficace capacità di autogoverno.

Su di me Pierluigi Marquis

Pierluigi Marquis
Ho iniziato il mio impegno politico-amministrativo al Comune di St. Vincent, dove sono stato Assessore dal 1995 al 2003, e Vicesindaco dal 2003 al 2010. Dal 2010 al 2013 sono stato nuovamente eletto Assessore comunale a St. Vincent nonché Presidente della Comunità montana Monte Cervino.

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Un commento

  1. mi trovo in pieno accordo…”una visione aggiornata della valle,…” se posso aggiungo
    fatta di singoli cittadini (rispettosi delle regole e silenti lavoratori e capi famiglia) che con sacrificio contribuiscono quotidianamente nella formazione sociale di oggi e domani …si é autonomisti partendo da noi stessi “il fare bene” per creare una nuova autonomia per tutti.

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