Intervento di Pierluigi MARQUIS – Stella Alpina In dichiarazione di voto.

Colleghi,

dopo quattro giorni di Consiglio trascorsi ad analizzare il bilancio regionale, è arrivato il momento di fare una sintesi, sia sotto il profilo amministrativo sia sotto quello politico.

Il percorso che ci ha portato a questa finanziaria è stato piuttosto difficile e articolato. Abbiamo iniziato a lavorare con la Commissione che ha dovuto operare in un contesto impegnativo, concentrando tutta la sua attenzione per lungo tempo sulle tematiche del Casinò e della CVA. Siamo poi arrivati in aula, dove sono stati presentati molti emendamenti e diversi ordini del giorno. Gli emendamenti volevano risolvere i problemi contingenti e per migliorare le criticità su alcuni argomenti, mentre gli ordini del giorno rappresentano la progettualità, riguardano il sistema Valle d’Aosta in prospettiva, e offrono una visione più innovativa e per dare sviluppo alla nostra Regione. Lo sviluppo, infatti, è oggi più che mai indispensabile, perché anche noi come le altre regioni italiane usciamo da un lungo periodo di difficoltà: dobbiamo creare lavoro, ridare speranza ai giovani che frequentano le scuole e sono disorientati, che hanno difficoltà a pensare a un loro percorso di vita.

Questa progettualità mi rende fiducioso.

Mi rende fiducioso questo clima di collaborazione che si è venuto a creare all’interno del Consiglio tra le diverse forze politiche, tra i colleghi della maggioranza e con i colleghi dell’opposizione, pur mantenendo ciascuno le proprie sensibilità; c’è chi è più portato alla collaborazione e all’innovazione, c’è chi invece mantiene uno spirito più conservativo. Noi auspichiamo che questo confronto cresca sempre di più, perché è fondamentale per far crescere la Valle d’Aosta. Noi, come componenti del gruppo consigliare della Stella Alpina, siamo qui a proporre la nostra progettualità, nata nell’ambito del nostro Congresso politico del 7 maggio, quando abbiamo predisposto il dossier “La Nostra Valle domani”, consapevoli che occorre cambiare marcia, occorre cambiare registro, occorre guardare più lontano. Non possiamo fermarci alle questioni del giorno, non possiamo lavorare nell’emergenza, ma dobbiamo avere una visione di medio e lungo periodo. Non possiamo fare diversamente se vogliamo intraprendere un percorso di crescita che possa dare delle soddisfazioni a tutti.

Quanto al bilancio, dopo tutto questo lavoro, noi non possiamo che giudicarlo sufficiente sia per gli obiettivi che sono stati raggiunti sia per gli impegni di prospettiva. Mi chiedo, piuttosto, come lo giudicheranno le imprese, i cittadini, coloro che sono senza lavoro. Sappiamo, purtroppo, che c’è un distacco sempre crescente tra la politica e la popolazione e anche su questo dobbiamo lavorare: dobbiamo trovare un metodo nuovo che ci consenta di avere maggiore partecipazione, più condivisione, più confronto.

Credo che la migliore testimonianza nasca dalla presentazione di leggi diiniziativa popolare, come la legge sulla ferrovia e quella sulla democrazia diretta, che hanno rappresentato una positività all’interno dell’aula perché siamo riusciti ad arrivare a una condivisione, dopo un confronto anche serrato tra tutte le forze politiche, per tracciare degli indirizzi e per dare un futuro alla nostra Valle.

Dobbiamo rimettere le mani in modo organico sulla legislazione, che è ancora costruita su un sistema vecchio di compensazioni o integrazioni fondate sulla trascorsa ricchezza della casse regionali. Dobbiamo mettere in piedi un sistema legislativo che unisca strumenti finanziari d’incentivi alla crescita e all’occupazione e strumenti di semplificazione e riduzione degli oneri organizzativi e amministrativi per le famiglie e le imprese. Dobbiamo focalizzare meglio le risorse che abbiamo a disposizione e renderle più efficaci, per esempio con la leva della riduzione dell’imposizione fiscale. Ogni legge va rivisitata alla luce della crescita e non dell’aiuto. Non basta più congelare il sistema delle leggi di aiuto in attesa di tempi migliori, com’è avvenuto quando ci siamo trovati ad affrontare delle emergenze. Va sottolineato che non eravamo pronti a gestire una tempesta come quella che è arrivata e si è lavorato con molta difficoltà.

Quindi, quello che in quest’aula ci può sembrare un bilancio buono può non essere considerato tale dai cittadini valdostani, da quelli che hanno un lavoro o da quelli che lo cercano, dalle famiglie o dalle imprese in difficoltà.

Dubito che con questo bilancio riusciremo a dare una risposta al malessere che regna interno alla società. Dobbiamo essere capaci di ascoltare quel malessere e dobbiamo essere in grado di dargli risposte nuove.

Il bilancio che abbiamo discusso è dunque la prima tappa di un percorso in evoluzione, una fase di passaggio a cui bisogna assolutamente far seguire un cambio di passo e una visione nuova, con un programma di semplificazione forte, un mutamento culturale che sappia produrre lavoro e crescita. Dobbiamo dedicarci di più alle riforme a costo zero: dobbiamo, nei limiti di quelle che sono le nostre facoltà, cercare di togliere le complicazioni che si trovano a dover gestire i cittadini valdostani tutti i giorni.

Dobbiamo cercare di rafforzare il rapporto con lo Stato sull’Autonomia; dobbiamo forse osare di più, perché altrimenti questa politica centralista a livello nazionale non ci aiuterà certamente nel nostro agire e nel nostro percorso.

Credo, quindi, che dopo l’approvazione di questo bilancio non potremo più tirare a campare, per cercare di coprire questa o quella insoddisfazione; dovremo dare una bella sveglia a tutto il sistema pubblico, ridare fiato all’economia e al lavoro, restituire fiducia, speranza e voglia di fare ai cittadini valdostani e alle imprese.

Il nostro non vuole essere un lavoro “contro”, vuole essere un lavoro “per”, un lavoro per la Valle d’Aosta.

Come gruppo di Stella Alpina non ci sottrarremo; sappiamo che dobbiamo lavorare in questa direzione per la Valle d’Aosta.

Auspichiamo, inoltre, che da questo momento nasca una riflessione che porti a un confronto politico e a una valutazione complessiva della situazione, nell’interesse della Valle d’Aosta e di tutti i valdostani.

Su di me Pierluigi Marquis

Pierluigi Marquis
Ho iniziato il mio impegno politico-amministrativo al Comune di St. Vincent, dove sono stato Assessore dal 1995 al 2003, e Vicesindaco dal 2003 al 2010. Dal 2010 al 2013 sono stato nuovamente eletto Assessore comunale a St. Vincent nonché Presidente della Comunità montana Monte Cervino.

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