Intelligenza, collaborazione e forza delle idee 

Il Consiglio regionale concluso ieri è stato interessante, perché aiuta a capire un paio di cosette. Si sono manifestati modi e approcci vecchi di vent’anni, ormai non più adatti ai tempi: insufficienti a rispondere ai problemi quotidiani delle famiglie e delle persone, come il lavoro o la possibilità di muoversi.

Le parole, soprattutto, del consigliere Marguerettaz esprimono una visione fondata solo sulla forza, sulla voce grossa. Come se lo scontro politico, o la capacità di governare e di scegliere, fosse fondato solo sulla dimensione fisica. Come se fosse una Reina, con la testa bassa, a dar cornate, a contare i muscoli, ad alzar la voce, furiosa a grattare polvere con lo zoccolo. Una politica che ha impedito di vedere che un’epoca era finita, di ascoltare il messaggio di vent’anni fa sul “Benessere senza sviluppo”, di capire che per il Casinò e i trasporti, per il lavoro  o l’agricoltura occorrono oggi un nuovo metodo e nuove soluzioni.

Eppure questo primato della forza bruta e della dimensione fisica ha poco a che vedere con la cultura valdostana, che infatti tende a relegarla al solo mondo animale. Se la politica fosse solo fondata sulla forza, la Valle d’Aosta sarebbe già morta. La Valle è piccola, fragile, in mezzo alle ostitilità del clima e della natura, lontana dai grandi centri produttivi, con piccoli numeri. Sarebbe già stata uccisa l’autonomia, la Valle sarebbe ridotta al rango di un quartiere, di un degradato luogo di gita. Per questo l’intelligenza è sempre stata al centro della vita politica valdostana, insieme ad uno spirito di comunità e di collaborazione. Non avremmo questa Valle d’Aosta se anche le persone fisicamente più fragili non avessere portato dell’intelligenza nei momenti più difficili, come nel caso dell’Abbé Trèves, non avremmo superato le ostilità del territorio senza le corvée, i forni comunitari, non avremmo convinto gli Stati nazionali e l’amministrazione italiana senza unire intelligenza e collaborazione. Non avremmo questa Valle coesa e capace di affrontare i problemi di tutti senza le associazioni, i gruppi, la vita comunitaria.

Questa politica della forza, questo approccio ci ha portato alla situazione attuale, incapace di trovare soluzioni: disoccupazione al 9 per cento, quella giovanile al 30%, i conti della Regione incerti, contrazione dell’economia regionale, partecipate in difficoltà, come il Casinò. Ha portato chi ragiona solo con l’incornata all’isolamento, ha generato abbandoni, perdita di credibilità, ha condotto all’insufficienza e all’incapacità. Infatti oggi il consenso è cambiato, basta sentire la gente, basta guardare il Consiglio regionale, anche quello di oggi, dove la cultura della forza rappresenta forse soltanto un terzo, e dove la maggioranza ha i numeri per andare avanti, con maggiore coscienza del presente. Mentre la reïna sbuffa accecata e gratta con lo zoccolo, inadeguata nel rispondere ai problemi di oggi, la maggioranza ha un’idea chiara dei gravi rischi che stiamo correndo come Valle d’Aosta.

Come in altri momenti di difficoltà della Valle, più che il parolame brontalato e minacciato, oggi abbiamo bisogno di intelligenza, di lavoro comune e di trovare le soluzioni. Non dobbiamo guardare al Consiglio Valle come a un’arena di scontri, a un teatrino della politica, a cui la gente importa poco, ma a un luogo di responsabilità e di persone che si impegnano per rimettere la Valle sulla buona strada, con intelligenza e capacità. E’ quello che ci chiedono le persone e le famiglie, che pensano alla fine del mese, a come spostarsi, a come dare prospettive alle nuove generazioni, con un treno che funziona, tariffe autostradali normali, possibilità di fare lavoro e impresa senza essere seppelliti dalle scartoffie e dalle tasse.

 

 

Su di me Pierluigi Marquis

Pierluigi Marquis
Ho iniziato il mio impegno politico-amministrativo al Comune di St. Vincent, dove sono stato Assessore dal 1995 al 2003, e Vicesindaco dal 2003 al 2010. Dal 2010 al 2013 sono stato nuovamente eletto Assessore comunale a St. Vincent nonché Presidente della Comunità montana Monte Cervino.

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