Con verità e credibilità, lavorare insieme per un soluzione per la Casa da gioco

Intervento in Consiglio Valle

Grazie Presidente,

vorrei fare alcune riflessioni sulle ragioni che ci hanno condotto alla presentazione di questa risoluzione su un tema così importante: il Casinò. Non entreremo nel merito della sua difficile situazione, e ne potremmo parlare a lungo: è però sotto gli occhi di tutti che i risultati siano non solo insoddisfacenti ma anche preoccupanti, sia per quanto riguarda la contabilità sia per quanto si riverbera sul territorio circostante. E’ un territorio che ha sempre vissuto della presenza della Casa da Gioco e che oggi langue in una situazione di profonda crisi.

Siamo arrivati a questo punto perché nella fase di predisposizione dei documenti programmatici, il DEF – il Documento di economia e finanza regionale che abbiamo discusso qualche settimana fa – non è stata assegnata una collocazione al problema. Tutto d’un tratto ci ritroviamo nella finanziaria un impegno importante per risolvere le problematiche della Casa da gioco. Si tratta di un impegno che prevede copiose risorse su un biennio, a livello di stanziamento, ma in questo momento non credo che sia questo il problema. Il punto è piuttosto riuscire a trovare una soluzione alla situazione della Casa da gioco.

Trovare soluzione a questi problemi implica anche un’autocritica da parte di tutta la politica, senza far processi a nessuno. Credo che non ci siano responsabilità oggettive di singole persone, ma che si debba lavorare e ragionare a livello di sistema. Non è più possibile pensare di mettere delle risorse a disposizione e gestirle come sono state gestite sinora. C’è la necessità di avere rappresentata una situazione, una situazione che fotografi lo stato di fatto, che indichi le linee e i percorsi che occorre seguire nei prossimi anni. Occorre capire soprattutto qual è la sostenibilità che può avere quest’azienda: se è una sostenibilità dettata da una gestione diretta o una stabilità e sostenibilità che possano derivare anche da ipotesi diverse di gestione, così come è stato introdotto peraltro anche nella finanziaria.

Credo pertanto che sia importante un cambio di marcia del quale non si può fare a meno perché altrimenti noi possiamo oggi iniettare dieci milioni, quindici, venti, quaranta, che faranno la fine di quelli che sono stati investiti fino a oggi. Credo che occorra quindi prevedere dei percorsi credibili, che la politica, la dirigenza debba assumere una credibilità diversa, perché io non metto in dubbio le parole dell’Assessore, che credo che abbia rappresentato in modo onesto la situazione. Non penso che lo scorso mese di settembre egli abbia voluto omettere o rappresentare una situazione non corretta al Consiglio regionale ma credo che occorra porsi delle domande, perché allora vuol dire che c’è qualcosa che non quadra a livello dirigenziale. In trenta giorni non si possono far emergere situazioni di questo tipo. Non si può pensare che in trenta giorni sorga un’emergenza che preveda degli investimenti di questa rilevanza e di questa dimensione. Io mi chiedo cosa succederebbe se in un’azienda privata un dirigente si presentasse dall’azionista e gli dicesse: “Ho una fatturato di 65 milioni di euro l’anno e ho bisogno di 50 milioni perché la situazione è complicata”. Credo che quindi occorra un esame di coscienza e che sia opportuno assegnare delle pagelle, così come avviene per i ragazzi che vanno a scuola. Penso che ogni tanto vada fatto anche a livello dirigenziale.

Come Stella Alpina riteniamo dunque indispensabile, di qui all’esame del bilancio, fare un’approfondita verifica della situazione, sulla base di un dossier per il quale abbiamo chiesto un impegno, per poter valutare lo stato di fatto. Tutti assieme in modo condiviso possiamo allora cercare una soluzione che possa dare alla Casa da gioco un futuro e produrre effetti positivi sull’economia circostante, che non riesce a generare positività in una fase difficile come l’attuale.

Credo sia un momento che dovremmo sfruttare: trenta giorni di lavoro – così come ha detto l’Assessore – trenta giorni su cui occorrerà fare un’operazione-verità, per capire effettivamente lo stato delle cose e per capire quali siano le esigenze reali per un futuro sostenibile dell’azienda. Volevo solo riprendere una considerazione dell’Assessore: chiaramente il metodo va migliorato, va migliorato nella comunicazione, ma io credo che non ci sia solo un problema di comunicazione, credo vada anche migliorato il metodo nella formazione delle decisioni, perché la politica non dà delle cambiali in bianco, non basta essere parti di una maggioranza per avere un obbligo di condividere, credo occorra discutere, confrontarsi e credo che solo dal confronto possano emergere soluzioni positive.

Il contributo di tutti offre maggiori opportunità nell’individuazione di una via d’uscita. Per questo, senza spirito polemico e in modo costruttivo abbiamo sottoscritto quest’iniziativa, che vuole dare una possibilità alla Casa da gioco di uscire da una situazione di difficoltà. Non sarà un percorso facile, ma crediamo che con l’apporto di tutti si possa avere successo.

Su di me Pierluigi Marquis

Pierluigi Marquis
Ho iniziato il mio impegno politico-amministrativo al Comune di St. Vincent, dove sono stato Assessore dal 1995 al 2003, e Vicesindaco dal 2003 al 2010. Dal 2010 al 2013 sono stato nuovamente eletto Assessore comunale a St. Vincent nonché Presidente della Comunità montana Monte Cervino.

Guarda anche

Intervento di Pierluigi MARQUIS – Stella Alpina In dichiarazione di voto.

Colleghi, dopo quattro giorni di Consiglio trascorsi ad analizzare il bilancio regionale, è arrivato il momento …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *