Casa da gioco: una sveglia, altro che transizione morbida

Con la vita difficile che fanno imprese, cittadini e l’insieme della Valle d’Aosta, sentir parlare di “transizione mordiba” per la Casa da Gioco, fa male alle orecchie. E’ il suono di un approccio traccheggiante che evoca il passaggio da un guanciale all’altro, da una soluzione incerta a un’altra sconosciuta. Ci vorrebbe invece “una sveglia”, altro che “transizione morbida”. Un progetto nuovo.

La Casa da gioco è un pezzo importante della storia recente della Valle d’Aosta, e non può essere trattata soltanto come un corpo malato, da spostare in transizione da un cuscino all’altro. Invece è qualcosa di diverso, di più importante. E’ un elemento di attrattività e di richiamo del territorio valdostano e dell’area che gravita intorno a Saint-Vincent, è un potenziale motore di sviluppo, e lo ha ben dimostrato alcuni decenni fa.

La politica in Valle non può permettersi si sedersi sulle “transizioni”, quando invece occorre determinazione, capacità e una lettura chiara della situazione. Non è possibile guardare alla Casa da gioco isolata dal territorio, dalla Valle d’Aosta e da Saint-Vincent, sganciata dall’offerta turistica complessiva valdostana. L’unica prospettiva di queste “transizioni” al ribasso è quella di un Casinò ridimensionato nel ruolo, più triste per chi ci lavora e per i valdostani.

La grave situazione di bilancio inoltre non deve essere trattata con il solo strumento della ragioneria: l’equilibrio dei conti si ottiene sia sul versante delle spese (in cui agire in profondità, peraltro) ma anche e soprattutto con la programmazione per il 2017 e per i prossimi anni, con obiettivi puntuali e iniziative concrete di aumento del fatturato e delle presenze. Il righello del ragioniere che taglia soltanto ci conduce soltanto allo stesso risultato: una Casa da gioco grossa come una noce, mentre noi vogliamo una Casa da gioco in buona salute, capace di favorire il turismo e lo sviluppo della Valle.

Abbiamo bisogno di riprendere forza e determinazione, capacità di governo nel dare risposte efficaci alle sfide che la Valle ha dinnanzi: per la Casa da gioco, ma anche per gli altri dossier di attualità, per la Valle d’Aosta e per i valdostani.

Su di me Pierluigi Marquis

Pierluigi Marquis
Ho iniziato il mio impegno politico-amministrativo al Comune di St. Vincent, dove sono stato Assessore dal 1995 al 2003, e Vicesindaco dal 2003 al 2010. Dal 2010 al 2013 sono stato nuovamente eletto Assessore comunale a St. Vincent nonché Presidente della Comunità montana Monte Cervino.

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2 commenti

  1. che peccato vedere una regione bellissima come la Valle D’Aosta cadere a pezzi !!
    Tagli sulla sanità ,scuola,lavoro,ecc
    Ma i tagli sulla politica ?
    Se parliamo della casa da gioco …..
    una azienda che perde tutti gli anni bilancio negativo !!! Non parliamo della gestione !!!
    Sono il primo valdostano in classifica sul gioco del poker Holdem ho inviti da tutte le case da gioco nelle loro poker room e portando con me tantissimi giocatori .
    Pensate che la casa da gioco di campione d’Italia ah una media settimanali di ingressi con giocatori di poker dai 2500/3500 .
    Mentre nella casa da gioco di Saint Vincent
    La sala poker e costata due milioni di €€€€
    Non si da un incentivo per portare giocatori
    E cercare di creare un circuito per incrementare le entrate ..

  2. Pierluigi Marquis
    Pierluigi Marquis

    Buongiorno,
    questi anni di crisi hanno interessato anche la pubblica amministrazione che ha dovuto, inevitabilmente, arretrare il suo raggio d’azione in ragione delle minori risorse disponibili.
    Ne è derivata una immediata ripercussione su tutti i settori che hanno risentito anche se in misura inferiore ad altre realtà territoriale di questa congiuntura negativa. Ovviamente il cambio di modello obbliga ora ad un attualizzazione del sistema valle d’Aosta. Sarà una sfida non facile alla quale occorre dedicarsi con grande determinazione. Sono fiducioso, in quanto nonostante tutto ci sono ancora energie umane ed economiche per dare prospettive di rilancio alla valle d’Aosta. Per ciò che concerne la casa da gioco ritengo che occorra lavorare seriamente e in profondità per riportarla prioritariamente in sicurezza (sostenibilità economico-finanziaria) e per dare corso successivamente al programma di rilancio. E’ di tutta evidenza che il prodotto va innovato in quanto l’offerta tradizionale non corrisponde alle esigenze della domanda che risente dell’evoluzione del mercato e delle aspettative dell’utenza. E’ indispensabile voltare pagina.

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